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Convegno Gela 2014

 


Perché il parto in acqua?
 

 

Il nuovo nato si adatta perfettamente all'acqua. Il parto in acqua non è un rischio ma, un buon elemento di transizione.
Dal 1960 migliaia di donne hanno scoperto i vantaggi di immergersi in una vasca d'acqua calda durante il travaglio e spesse volte anche durante il parto.
Le esperienze dimostrano molti benefici come: efficace riduzione del dolore, facilità di movimento, maggior rilassamento un senso di protezione e di intimità, una considerevole riduzione di interventi (parto cesareo, isterectomia, ecc...) e procedure.
 

Il 1° Convegno fu fatto a Londra nel 1995 con la partecipazione di 2000 persone provenienti da tutto il mondo. Sono stati presentati i dati di più di 20.000 nati in acqua! Da questo 1° convegno sono state delineate delle linee guida e raccomandazioni e sono numerosi gli ospedali e le cliniche (anche a Catania) che si stanno attrezzando con vasche per dare la possibilità di usare l'acqua calda per ridurre di  molto le ore di travaglio e facilitare il parto.
 

Di seguito alcuni siti web dove visionare meglio quanto scritto:
 

www.waterbirth.org

www.waterbirthinfo.com

www.birthbalance.com

 
Svantaggi della posizione supina

Perché il travaglio e il parto risultano più difficili se la donna è in posizione supina?

 

Il dottor Peter Dunn di Bristol pubblicò nel 1976 un articolo sulla rivista “The lancet” riguardante la posizione supina in cui diceva:
Nessuna specie animale adotta una posizione così svantaggiosa durante un evento talmente importante e cruciale

cosa determina la posizione distesa sulla schiena?
 


  • Compressione dell’aorta discendente, ostacolando la circolazione sanguigna a livello dell’utero e della placenta, causando sofferenza fetale.
     
    Compressione della vena cava inferiore che riporta sangue al cuore
    determinando una riduzione del ritorno del flusso sanguigno, determinando ipotensione materna.
     
    La posizione supina riduce la mobilità delle ossa pelviche e la flessibilità dei muscoli pelvici. le ginocchia flettendosi contro il torace partecipano alla formazione dell’angolo acuto allargando la conformazione pelvica.
     
    Nella posizione supina la direzione di forza dell’utero entra in contrasto con quella di discesa della testa o della parte che si presenta con conseguente spreco di energie e di forze; in tal modo si allunga la durata del travaglio.
     
    Nella posizione distesa, durante il parto, il perineo non si tende uniformemente, soprattutto nella parte posteriore; ciò spesso richiede un intervento di episiotomia o comunque aumenta lo stress e il dolore.
     
    Nella posizione supina si prolunga il ristagno del liquido amniotico in vagina, in seguito alla rottura precoce delle membrane, fattore di proliferazione microbica, favorendo incidenti dovuti a inalazione di liquido amniotico.

 

 

Domenica Leonti

Medico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia

 

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